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venerdì 27 dicembre 2013

Subbuteo moments: il calcio di Eden Hazard Subbuteo ricostruito da Terry Lee da pezzi rotti della sua collezione
Reduce dallo scialbo 0-0 ottenuto contro l'Arsenal, Mourinho rivoluziona l'undici titolare per affrontare lo Swansea il giorno di Santo Stefano, appuntamento fisso di Premier League. A decidere il match è Eden Hazard, che dribbla un avversario e buca la porta di Tremmel con un tiro tutt'altro che imparabile, grazie ad Ashley Williams che ostruisce la visuale del portiere dello Swansea.
Hazard sempre protagonista nelle sfide tra Chelsea e Swansea, anche se non sempre in positivo: nella semifinale di Coppa di Lega dello scorso gennaio, il talento belga era stato espulso per aver dato un calcio ad un giovane raccattapalle, reo di aver ritardato la restituzione del pallone.
Da talento in attesa dell'affermazione ai 7 gol in 3 mesi di Premier, da Swansea-Chelsea di gennaio a Chelsea-Swansea di dicembre, la parabola del 2013 di Eden Hazard.

martedì 29 ottobre 2013

Mentre in Premier League si sfidano Chelsea e Manchester City, i due giganti economici d'oltremanica, quest'articolo si propone la riscoperta di un "giovane" particolare, che nel weekend ha festeggiato i 156 anni dalla sua nascita, reso ormai irriconoscibile dal tempo e dal business: buon compleanno calcio!
foto da: sheffieldfc.com

martedì 8 ottobre 2013

Pago della trionfale uscita infrasettimanale contro il Napoli, l'Arsenal rallenta il suo passo lasciandosi raggiungere dal Liverpool in vetta alla classifica di questa strana edizione della Premier League. Il settimo turno porta la vittoria a tutte le big, ad eccezione del Tottenham sconfitto dal West Ham con un rotondo 0-3.

martedì 1 ottobre 2013

L'Arsenal continua la sua corsa immacolata di cinque vittorie consecutive, rimanendo da sola in vetta davanti alla coppia Liverpool-Tottenham. La Premier League è ancora agli inizi, sono solo 6 partite su 38, ma le protagoniste in quest'avvio di stagione sembrano cambiate: tra le sorprese, al 5° posto in condivisione con il Chelsea c'è uno strabiliante Southampton...
foto da: saintsfc.co.uk

mercoledì 25 settembre 2013

Vuoto di potere in Premier League: l'addio di Fersugon consegna un campionato equilibrato ma livellato verso il basso, in cui le big soffrono contro le piccole e la vetta racchiude 5 squadre in una forbice di soli due punti. Il Liverpool perde in casa contro i Saints, il Tottenham piega il Cardiff solo al 93°, Chelsea e Manchester City riscattano le ultime uscite opache e l'Arsenal completa la rimonta al primo posto: dov'è invece il Manchester United?

martedì 3 settembre 2013

Rivalità storiche e top-team in campo per la terza giornata, nel primo vero super-sunday di Premier League. Il North London Derby lo vince un brillante Arsenal, mentre il derby d'Inghilterra tra Liverpool e Manchester United, le due squadre più titolate del paese, lo riporta a casa il Liverpool a due anni di distanza dallo show di Kuyt valso il 3-1 nel 2011.

martedì 27 agosto 2013

Uno storico Cardiff City abbatte i citizens di Manchester con il punteggio di 3-2. Colpaccio in terra gallese costruito su un calcio in stile british, fatto di vivacità e pragmatismo, pressing ed intensità di gioco. L'argomento della settimana è però di ben altra natura, lontano dalle vicende del campo: si tratta dell'affare-Bale, il trasferimento più costoso della storia del calcio.

martedì 20 agosto 2013

Esce indenne da un battesimo di fuoco il Manchester United di David Moyes, che si impone con un largo 1-4 in casa di un avversario ostico come lo Swansea. Nonostante una buona prestazione, i gallesi crollano di fronte allo strapotere dei campioni in forza ai Red Devils.
L'occhio è ancora disabituato all'assenza di Sir Alex Ferguson sulla panchina del Manchester, ma la squadra di Moyes va delineandosi: vediamo come si sviluppa il processo di successione.

venerdì 10 maggio 2013

E' morto il re, evviva il re!

Tutto il mondo sapeva che, a 72 anni di età e 26 di Manchester United, prima o poi avrebbe deciso di smettere. Tutto il mondo sapeva come il titolo stravinto quest'anno rappresentasse Ferguson l'occasione per farsi da parte vincendo.
Eppure l'ufficialità del ritiro ha lasciato tutto il mondo del calcio di stucco, come se nessuno, dopo 26 anni e 38 trofei, si aspettasse di vedere il Manchester United e Ferguson divisi.

Sir Alex Ferguson è diventato l'allenatore più vincente della storia del calcio senza inventare modi balzani ed innovativi di intendere a calcio, nè spendere capitali astronomici tutti gli anni: è bastato un "semplice" 4-4-2 ben applicato, ma soprattutto la capacità di costruire una squadra da un manipolo di ragazzi.
Alla stagione 1995-96 il Manchester United si presenta con una formazione con soli 24 anni di età media, in cui Cantona veniva affiancato da giovani talenti emergenti come i 20enni Beckham e Gary Neville ed i 21enni Giggs e Scholes.
In onda sulla BBC, nel post-partita della prima gara (persa 3-1 contro l'Aston Villa), l'ex-bandiera del Liverpool Alan Hansen rivolge a Ferguson una storica frase: "Non vincerai mai niente con i ragazzini". Quell'anno il Manchester United mette in bacheca Premier League, FA Cup e Supercoppa.
Inutile ricordare il prosieguo della carriera di quei 4 ragazzini: se oggi ne parliamo come di fenomeni, gran parte del merito va al lavoro dell'Istituto Ferguson di Formazione Umana e Calcistica.


IL SUCCESSORE: David Moyes

"Ho avuto contatti con Moyes già nel 1998, quando gli ho offerto il ruolo di assistente. Quando si discuteva dei candidati, abbiamo deciso all'unanimità per lui" (Ferguson)

Il Manchester United ha scelto di affidarsi per i prossimi sei anni al successore naturale di Ferguson: scozzese, di notevole spessore morale, reduce da 11 anni di fedeltà all'Everton, capace di rischiare esperimenti in campo ed abile a scovare talenti nelle serie minori...ma soprattutto uno dei più bravi in circolazione: sono tutti campioni a schierare figurine sul campo con un proprietario dal portafogli aperto, mentre davvero pochi sono capaci di arrivare in alto con la pianificazione ed un budget ristretto.
Dopo aver dimostrato di essere il miglior guidatore di Fiat Panda di tutta l'Inghilterra, Moyes è chiamato a confermarsi vincente alla guida di una Ferrari: a Manchester avrà una squadra piena zeppa di stelle e gli occhi di tutto il mondo addosso, in una piazza che non si accontenta di essere la "più bella tra le perdenti", ma coltiva la legittima ambizione fare incetta di trofei in campo nazionale ed europeo fin da subito.
E' proprio qui che viene a galla il punto debole del nuovo allenatore dello United, l'esperienza: David Moyes saprà reggere alle pressioni e tenere compatto un gruppo orfano del suo punto di riferimento?

Evviva il re Moyes...ma che vada bene o male, da oggi per il Manchester United si è chiuso un ciclo: non sarà più la stessa cosa senza Sir Alex.


Giuseppe Brigante

lunedì 29 aprile 2013

Tre acquisti per cambiare la storia della Premier: solo tre giocatori per trasformare la beffa in volata dello scorso anno in un larghissimo trionfo. Il Manchester United può rappresentare uno degli esempi più chiari di come la migliore via per rinverdire un collettivo di valore ma "perdente" non sia una rivoluzione à-la-Preziosi, ma la scelta di pochi innesti mirati o, in questo caso, UNO.
Uno perchè a Manchester è arrivato il 19enne Nick Powell dalla terza serie per fare gavetta ed allenarsi con i big, con una sola mezz'ora di gioco condita da un gol al Wigan...
Uno perchè il secondo acquisto è Shinji Kagawa, pagato 16 milioni di euro al Borussia Dortmund per segnare una tripletta al Norwich e poco più...
Ma soprattutto è quell'uno è Robin Van Persie, un attaccante che sposta gli equilibri. Un attaccante che segna come vuole, quando vuole...come lo definiscono in molti, Beast.

Aveva le idee chiare quando ha scelto che, a 29 anni, era arrivato il momento di fare il passo verso il successo: "Ho deciso di non prolungare il mio contratto, voglio vincere", diceva. E ci è riuscito: la scorsa settimana i Red Devils hanno vinto matematicamente il titolo d'Inghilterra con un 3-0 sull'Aston Villa. L'autore della tripletta? Robin Van Persie, ovviamente.
La sua anormalità è testimoniata dal gol del 2-0: un giocatore normale avrebbe inseguito la palla dopo averla fatta rimbalzare oppure avrebbe provato a controllarla...i più talentuosi avrebbero poi provato a liberarsi del difensore con un finta. Lui no, beast carica il sinistro al volo.
Un giocatore normodotato, se avesse deciso di tirarla di prima, avrebbe lanciato quella palla in tribuna. Lui no, lui ha angolata di potenza con il mancino. Lui ha messa in porta. Beast, lo dice anche il telecronista.
Questa settimana il programma offre Arsenal - Manchester United: il ritorno del traditore nello stadio che lo ha coccolato per anni. I tifosi dei Gunners avevano minacciato di salutarlo con una "Poznan" (che consiste nel voltare le spalle al momento dell'uscita dal campo) per ricambiare il passaggio ai rivali, quando Van Persie ha voltato le spalle alla tifoseria che sperava di tornare a vincere con l'olandese in campo, grazie ai suoi gol.
Nonostante i fischi arrivassero puntuali ad ogni tocco di palla, l'olandese è riuscito comunque a fare il suo lavoro, quello di segnare: su rigore, dopo essere stato falciato in area da Sagna.
Grazie alla squalifica che lascerà il primo inseguitore Suarez in tribuna fino al termine della stagione, le 25 reti di quest'anno bastano per spianare la strada verso il secondo titolo consecutivo di capocannoniere della Premier League, beast.

In Inghilterra dicono che chi va via dall'Arsenal vince: l'anno scorso ci sono riusciti Clichy e Nasri con il Manchester City e Fabregas in Spagna, prima ancora Henry e tanti altri. Questa stagione è stato il turno di Van Persie, ma anche di Bendtner "trascinatore" con la maglia della Juventus. Ma quelle sono tutt'altre storie...da chi l'ha beast.


Giuseppe Brigante

martedì 2 aprile 2013

"Non posso rispondere ogni due settimane, ogni due mesi, ogni dieci mesi alle stesse domande. Siamo in una squadra di calcio, non in Parlamento. Io non sono un politico, parlerò solo di calcio".

Separare calcio e politica.
Perchè Paolo Di Canio è un personaggio che va ben oltre il saluto romano all'Olimpico e l'aquila imperiale tatuata sulla schiena:
  • Paolo Di Canio è il campione di fair play che al 90°, sul punteggio di 1-1, ha fermato il gioco invece di segnare un facile gol da tre punti con il portiere avversario a terra.
  • Paolo Di Canio è un campione, punto. Un ex-calciatore con un palmares internazionale invidiabile, nonchè bandiera del West Ham, club che lo ha inserito nell'11 più forte di sempre.
  • Paolo Di Canio ha dimostrato di valere anche come allenatore. Ha vinto la League Two al primo anno con lo Swindon Town e l'anno dopo ha portato la squadra ai vertici della League One, fino al giorno delle dimissioni. La sua ex-squadra, dopo il suo abbandono, è in crisi.
  • Paolo Di Canio crede nel lavoro e nella passione per il calcio...cosa non consueta in uno sport che ruota attorno ai soldi: a gennaio si era offerto di sopperire alla mancanza di liquidità societaria pagando lui stesso i calciatori affinché restassero allo Swindon.
Ora che Paolo Di Canio è il nuovo allenatore del Sunderland, la domanda non deve essere "ma è fascista?" (come si sta facendo su tutti i media, inglesi ed italiani), ma "è adeguato per allenare i Black Cats?". Un discorso di capacità, a prescindere dalla fede politica.
Negli ultimi due anni il "mad italian" si è lanciato in una nuova avventura da allenatore, ottenendo fino ad oggi ottimi risultati grazie ad una squadra capace di mettere in mostra un più che discreto gioco. Uno di quei personaggi senza peli sulla lingua, che non conosce l'aziendalismo nè il compromesso: ciò che serve per spronare una squadra a secco di vittorie dal 19 gennaio, ad un solo punto dalla zona retrocessione nonostante una rosa che sarebbe riduttivo definire dignitosa.
Basandoci sull'esperienza-Swindon, il modulo dovrebbe essere un 4-4-2 fondato su due pilastri: solidità e sovrapposizioni degli esterni, per attaccare gli spazi. Nonostante l'imprevedibilità del personaggio, in immagine è riportata una prima bozza di formazione di questo nuovo Sunderland.

L'allenatore italiano in Premier League è certamente una scommessa, ma l'ambiente in quel di Sunderland necessita di nuovi stimoli ed un bagno di umiltà, per cui l'italiano può essere l'uomo giusto.
Per adesso Di Canio si è presentato con la sua filosofia "lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro. Che non significa correre 5 ore al giorno, ma essere concentrati per 24".
Il prossimo ostacolo lungo la via dei Black Cats sarà il calendario: le prossime gare saranno contro Chelsea, Newcastle ed Everton. Di Canio dice che riusciranno a salvarsi...io gli credo. Voi?


Giuseppe Brigante

martedì 26 marzo 2013

Tutt'altro che paghi dopo il secondo Sei Nazioni di rugby consecutivo appena vinto, i gallesi hanno deciso di colonizzare anche il calcio inglese: Gareth Bale migliora ad ogni partita il suo record di gol stagionali, il Cardiff domina la Championship, lo Swansea ha già conquistato la sua prima storica qualificazione all'Europa League, ed ora anche il Wrexham ha scritto il suo nome nella storia del calcio inglese con la vittoria dell'FA Trophy.

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